La Mortella

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La Mortella

A partire da ogni primavera dal 1990 è aperto al pubblico il meraviglioso giardino della villa "La Mortella" di Forio d'Ischia, ricco di 800 varietà di piante tropicali e mediterranee, disegnato negli anni '60 dall'architetto inglese Russell Page e strappato alla roccia dai coniugi William e Susana Walton.

E' possibile visitare la villa dove visse per circa trent'anni e fino alla morte avvenuta l'8 marzo del 1983, Sir William Walton, uno dei più grandi compositori inglesi contemporanei le cui ceneri, per sua volontà, riposano qui, in un masso trachitico su di un promontorio a circa 120 metri dal livello del mare. Da qui è possibile vedere il bellissimo panorama di Forio, la cittadina dell'isola d'Ischia che, negli anni '50 e '60, divenne la meta preferita di scrittori, musicisti, pittori, fra i quali Truman Capote, Wystan Auden ed appunto William Walton.

Il giardino, che si estende su di una superficie di circa ventimila metri quadrati, e la casa-museo dove il maestro componeva le sue opere sono aperti al pubblico dalla William Walton Charitable Trust (di cui è presidente d'onore il principe di Galles, Carlo d'Inghilterra), l'ente morale italo-britannico costituito dalla vedova di Sir William, Lady Walton, per perpetuare il ricordo del marito.
La fondazione William Walton ha come scopi istituzionali quelli di fare della Mortella un centro di studio per giovani musicisti di talento sotto la direzione dei più importanti maestri del mondo e di aprire al pubblico il giardino con la Sala Recite/Museo.

Il cartello all'ingresso della villa in Via Tommaso Cigliano indica i giorni in cui è possibile visitare il giardino, ma vieta di "portare cibi, cani e radioline" per il rispetto che si deve alla bellezza del luogo.

" Mio marito - spiega Lady Walton - per completare i suoi studi è stato aiutato dalla famiglia Sitwell. Così ha voluto che tutti i suoi beni servissero per aiutare i giovani di talento nello studio della musica ". Da qui i corsi internazionali di perfezionamento tenuti da associazioni come la Renata Scotti Academy in estate e più di 60 concerti organizzati dalla Fondazione Walton per persentare giovani talenti al pubblico entusiasta di visitatori.
"Spesso, gli amici che oggi visitano il giardino mi chiedono quali piante vi crescessero quando acquistammo la terra - dice Lady Walton - e la risposta è semplice: molto poche. Questa collina era ricoperta soltanto di lecci ed alberi di castagni". Oggi la guida al giardino, scritta da Lady Walton e che è possibile acquistare all' ingresso, segna più di ottocento specie di piante e racconta la storia di questo angolo di verde strappato alla roccia.

I cinque cespugli di Metrosideros excelsus e i quattro felci ad albero furono portati da Sir William dalla Nuova Zelanda dove si era recato a dirigere la sua musica. Molte piante sudamericane, come l'Eucalyptus ficifolia, sono oggi diventate alberi bellissimi. C'è anche il gelsomino cileno chiamato Mandevillea soavolens ed il cinese Jasminun polyanthum.

"Russell Page visitò il nostro giardino tre volte - ricorda Lady Walton - e soltanto alla terza volta ci disse che avevamo un giardino davvero notevole, uno splendido elogio da parte di una autorità così severa ". Come i grandi castelli e le grandi ville inglesi, a partire da ogni primavera la casa di Sir William, la stanza dove componeva (dove è in visione il DVD della sua vita) e soprattutto, il suo giardino possono essere visitati da tutti i turisti che vengono a trascorrere le loro vacanze nell'isola d'Ischia.

La roccia trachitica che racchiude le ceneri di Sir William ricorda con una lapide, dettata da Lady Walton, che " lo spirito del maestro tutela il giardino che ha fatto vivere il nostro amore " e reca i versi del poeta Traherne (1637-1674): " All bliss consists in this to do as Adam ". La felicità consiste nel fare ciò che ha fatto Adamo, cioè, coltivare la terra.

Il giardino è aperto al pubblico dal 1° aprile al 15 di novembre, e si può visitare nei giorni martedì - giovedì - sabato e domenica dalle ore 9 alle ore 19.
Il costo del biglietto per il solo giardino è di Euro 10.00, invece l'ingresso per il giardino più concerto è di Euro 15.00
Per informazioni tel. +39.081.986220- fax +39.081.986237

Passeggiamo per i giardini
Una vecchia cava di pietre, dure e rilucenti, trasformate in piante e fiori che formano un giardino incantato: ecco la Mortella. Siamo ad Ischia e più precisamente in una zona posta tra Lacco Ameno e Forio. Appena lasciato il comune di Lacco Ameno, imboccando la strada di Punta Caruso-Zaro, una curva sulla destra, e, dopo poche centinaia di metri, ci troviamo di fronte all'ingresso della villa che Sir William Walton e Lady Susanna hanno fatto nascere sull'antica lava del "Marecoco", ricordo di una terribile eruzione che sconquassò l'isola.

"La Mortella" prende il nome dal mirto, pianta regale ed umile, delicata e forte,profumata e vigorosa perfetta per l'integrazione nell'ambiente mediterraneo. Alcuni esemplari della pianta sistemati all'ingresso rappresentano l'emblema e la "guardia" della casa del grande artista inglese. Appena entrati, muniti di una piccola guida che riporta in forma grafica elegante lo schema del giardino e delle sue preziose piante,siamo, subito avvinti da un' atmosfera da sogno. Forti profumi di alloro e delicati aromi di gelsomino dall'incredibile fioritura azzurra ci danno un benvenuto carico di promesse.
Inoltrandoci per il sentiero ben mantenuto, ai lati del quale si sviluppano due esemplari di pino con struttura ad ombrello ed un elegante cipresso, tre cespugli diversi attirano la nostra attenzione: si tratta di un profumatissimo pieris (andromeda), di una camellia lucida nelle sue foglie eleganti e di un vigoroso e splendidamente fiorito rododendro. Di fronte una siepe di alloro divide il muro di cinta e domina un'aiuola ripiena di splendidi agapanthus dalla ineguagliabile fioritura. E' però la magnolia, che si staglia in un ciclo sempre azzurro che domina questo tratto di giardino, insieme ad un relitto fossile dell'era mesozoica: la Ginkgo biloba dalle inconfondibili foglie flabellate.
Vicino spicca un vigoroso e verdissimo cedro (Calocedrus decurrens), alla base del quale si sviluppa una piccola colonia di una felce molto rara:la bellissima "Woodwardia radicans" con foglie molto lunghe (fino a due metri nei burroni dell'Epomeo) nella cui parte distale si sviluppa una specie di bulbillo da cui si formerà una nuova piantina. Il viale si fa ora diritto e regolare tutto dominato dall'azzurro dei fiori di piante di varia struttura e provenienza. Si va dalla "jacaranda", che proviene dall'Argentina, per arrivare all' "agapanto" sudafricano. Le rocce di questo tratto sono impreziosite dai ciuffi rossi della "russellia" che si fa strada tra diverse esotiche come le aloe, le yucche, le cycas e le agavi.

Alla base della costruzione principale "la casa Mortella" è possibile ammirare un corbezzolo (Arbutus andrachne) con le sue foglie lucide regolari, seghettate ai margini dai frutti rosso fuoco. Il bianco è invece il colore della bellissima Calliandra pulclerrima. Il tutto è dominato da alberi vigorosi e svettanti: i magnifici Eriodendron con i fiori delicati che ricordano i tulipani. Vicino c'è un albero dalla strana forma a bottigliata Chorisia speciosa, che affianca la rarissima Lagunari patersonii con fiori rosa imbutiformi.

Non lontano ci attira una vasca ben disegnata, ricoperta, dalle eleganti e vigorose alocasia e xantosoma con le foglie sagittale e dalla talia dai fiori azzurro-porpora riuniti in pannocchie.Questa vasca è collegata con un ruscelletto che scorre simmetricamente da un piccolo laghetto dove trovano rifugio piccole tartarughe e che vede svilupparsi altissimi papiri e profumati loti.

Su una roccaglia, quasi in incognito, è presente forse la pianta più rara di questo giardino: la Puya berteroniana che fiorisce ogni sei lustri con un fiore davvero splendido per coloro che sono fortunati nel vederlo. Salendo rapidamente le scale ci fermiamo attratti da un'atmosfera magica: siamo vicini al museo "Walton".
Qui, sono conservate le testimonianze della vita artistica del grande compositore che sembra ancora presente nel suo studio, dove, vicino al pianoforte, uno spartito aperto ci ricorda le mille sensazioni che il maestro era in grado di trasferire a chi aveva la fortuna di assistere ai suoi concerti. Un pò d'emozione e tanta gratitudine per chi ha saputo trarre dalle note musicali accenti di paradiso.

Lasciamo ancora estasiati il museo che ospita - tra l'altro- anche immagini realizzate da Cecil Beaton, il fotografo delle avanguardie e c'inerpichiamo su per il colle. Qui, dominano le essenze mediterranee, dalle foglie lucide e coriacee e dagli aromi forti come il lentisco, il rosmarino e il cisto. Ancora gruppi di ginestre e mirti colorano le rocce vulcaniche. Siamo lontani dagli angoli tropicali della zona del laghetto cosi sapientemente trasformata dall'idea di Russell-Page, dalla sensibilità di Lady Susanna e dall'intrinseca forza della natura ischitana.

Salendo ancora un pò entriamo in un mondo assolutamente lontano; un angolo di oriente con vasche e laghetti adornati da loti e papiri, vivificati dai mille movimenti dell'acqua che tracima dalle rocce affioranti. La "cascata del coccodrillo" fa da proscenio ad una costruzione TAY, in perfetto stile, che troneggia nella zona più alta del Monte Zaro (103 m.s.l.). Ai piedi della struttura in legno uno stagno ricoperto di fiori di loto crea un'atmosfera orientaleggiante che induce, al silenzio e alla meditazione. Sollevando lo sguardo, sullo sfondo si notano gli aridi picchi dell'Epomeo e, sulla destra lo splendido mare azzurro della costa isolana che si sposa con il verde delle piante mediterranee.

Così dopo questa breve ma salutare sosta,torniamo sui nostri passi imbattendoci in alberi di leccio ed ulivi insieme a ginestre e mirti. Siamo di nuovo ad Ischia, nel mediterraneo. L'aridità dell'aria è ricca degli inconfondibili aromi del rosmarino e della nepeta. Proseguiamo fino a quando ci fermiamo rapiti su un piccolo slargo dove sorge uno spuntone roccioso: la "pietra" di Sir William, che accoglie le ceneri del grande compositore. Ci fermiamo ancora un pò in contemplazione, osservando il verde e l'azzurro lontani e la cava di pietra che è diventata giardino. Rapidamente scendiamo ripidi scalini di roccia e ci fermiamo dopo un pò all'ombra dei cambi, che aprono la via verso l'area di ristoro. Qui gustiamo un ottimo té, riposandoci protetti dai castagni pervasi dai mille profumi del giardino. Lentamente guadagniamo l'uscita. Ci viene in niente un proverbio indiano: "Chi strappa un fiore, fa oltraggio ad una stella". E allora, chi ha fatto crescere tante piante, trasformando le aride pietre in un giardino incantato, sicuramente avrà fatto sorridere il firmamento.